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5 DOMANDE + 1: Dunkerque - #5DOMANDEPIUUNA - dev4u

L’intervista per il B2B + il fattore umano

Una testimonianza del progetto commissionato dall'Unione Europea,
dal nome originale "Operazione Dunkerque".

 

Vi proponiamo l'intervista integrale fatta a Dario Berardi, il nostro responsabile dei progetti internazionali, in cui approfondiamo come si è svolto un nostro progetto commissionato dall'Unione Europea, dal nome originale "Operazione Dunkerque". In sintesi, cerchiamo di comunicare come abbiamo lavorato e quali risultati abbiamo raggiunto. Vogliamo darvi la possibilità di sbirciare all'interno della nostra azienda (senza esserci mai stati) e farvi capire ciò di cui ci occupiamo. Vogliamo cercare di fornire una testimonianza, una prova reale di come spesso ci capita di lavorare. Magari ascoltando l'intervista, troverete punti di contatto con il vostro lavoro, o con progetti che state affrontando anche voi. L'audio dell'intervista è in francese, ma forniamo qui sotto il testo tradotto in italiano sia delle domande, sia delle risposte.

 

 DOMANDE E RISPOSTE

 

1. Chi vi ha contattato e in che modo?

“Siamo stati contattati da Giuliano Rosciglione, il team leader dell’unità SQDM, che è di supporto alla divisione dell’Unione Europea ed è responsabile delle attività di result reporting.
Come ci ha contattati?
Ci conoscevamo per aver lavorato molti anni assieme sia in Italia sia in Africa, e insieme avevamo progettato diversi sistemi informatici. Giuliano conosceva bene le caratteristiche della nostra piccola società che, a suo avviso, erano indispensabili per risolvere i loro problemi. Quindi ho ricevuto una sua mail, poiché in qualità di team leader di questa unità, voleva sapere se fossimo disponibili a realizzare un sistema informatico.”

 

 

2. Qual era l’esigenza specifica che aveva l’Unione Europea?

“Nel 2015, o forse nel 2014, l’Unione Europea ha deciso di cambiare il proprio sistema informatico, all’epoca denominato CRIS, che si basava allora esclusivamente sull’aspetto finanziario, mentre adesso hanno deciso di cambiare questo sistema, sostituendolo con OPSYS, che sta per OPerational SYStem, ovvero un sistema informatico che non si occupa solamente dell’aspetto finanziario e contabile, ma anche dell’avanzamento dei progetti, delle operazioni, degli indicatori, e dell’impatto che queste azioni sono in grado di ottenere.
OPSYS, è già operativo da alcuni anni per quel che riguarda l’aspetto finanziario e contabile, ma sfortunatamente non è operativo per quel che riguarda il result reporting.
Nel 2017, quando Giuliano ci ha contattati, l’Unione Europea si trovava in una condizione molto "pericolosa", ovvero, non aveva gli strumenti per compiere il proprio lavoro e il rischio era quello di non essere in grado di fornire le informazioni sugli indicatori per completare il rapporto annuale. Un bel problema, perché la divisione di Giuliano ha proprio il compito di stilare ogni anno gli indicatori dei risultati ottenuti dai progetti finanziati dall’Unione Europea.”

 

 

3. Quale soluzione avete adottato per raggiungere tutte gli obiettivi fissati dall’UE e perché hanno chiamato proprio voi?

“A saperlo!
Sicuramente ci hanno scelto per tre motivi: la competenza tecnica che abbiamo per realizzare un sistema informatico che non sia solo in grado di gestire i dati, ma anche le procedure; la capacità di dare avvio e di generare una reazione incredibilmente veloce, ovvero la capacità di intervenire rapidamente; ed infine, un’altra caratteristica fondamentale, è la capacità di lavorare al sistema mentre gli utenti stanno utilizzando la piattaforma.
Tutto questo non è qualcosa di semplice da trovare: inizialmente si sviluppa un modulo, le persone iniziano a utilizzarlo e così possiamo intervenire rapidamente e con delle azioni ben mirate per migliorare e perfezionarci. Mentre noi interveniamo sul codice gli utenti possono utilizzare la piattaforma, quindi la caratteristica tipica di DEV4U è quella di rispondere rapidamente ai cambiamenti dei bisogni.
Credo che questa sia una delle ragioni principali per cui Giuliano ci ha contattati.”

 

 

4. Quali risultati avete ottenuto con la vostra soluzione?

“Oggi possiamo dire che l’operazione di sviluppo di questa piattaforma, che non era affatto qualcosa di scontato poiché era un’operazione a rischio, si è rivelata un successo.
Abbiamo iniziato nel 2017, quasi di nascosto, poiché era visto come un duplicato di OPSYS, ma OPSYS in realtà non c’era, c’era solo molto denaro investito. In questo scenario, il capo di Giuliano gli ha detto «ma sei pazzo?», perché si trattava di un’operazione rischiosa, avremmo dovuto fare un salvataggio della divisione dell’Unione Europea e pertanto, non dovevamo far sapere che ci stavamo lavorando sopra.
Ci hanno chiesto di realizzare l’esportazione di tutte le informazioni, di tutti gli indicatori che avevamo salvato sul nostro sistema rispetto a OPSYS, di modo tale che OPSYS, quando sarà pronto, non inizierà con un database vuoto, ma avrà già dei quadri logici inseriti per i progetti che sono stati analizzati.
Pertanto, credo che ci siamo guadagnati non solo la fiducia del team SQDM di Giuliano, ma anche dei manager dell’Unione Europea ed questo è solo l’inizio, perché ci hanno già contattato per lo sviluppo di altre piattaforme, con altre divisioni dell’Unione Europea.”

 

 

5. Un pregio e un difetto che hai riscontrato nella realizzazione di questo progetto.

“Penso che si possa dire che i punti di forza e di debolezza facciano riferimento a una delle caratteristiche della nostra società: ovvero la capacità di reagire rapidamente.
Che cosa significa tutta questa rapidità?
Vuol dire che il rischio di avere dei bug sulla piattaforma è più elevato. Quindi la nostra reattività è al contempo la nostra debolezza e la nostra forza.
Perché dico questo? Abbiamo ricevuto diversi commenti positivi di esperti che hanno lavorato sulla piattaforma. In particolar modo sono molto soddisfatto della mail di un sudamericano che mi ha detto: “quando mi hanno comunicato che avrei dovuto usare un’altra piattaforma, ero molto preoccupato perché le piattaforme sviluppate dall’Unione Europea sono piuttosto pesanti e complicate, non sono “user friendly” ma dopo un anno che la utilizzo, non ho più alcuna preoccupazione, la piattaforma è facilissima da usare”.
C‘è un’altra cosa che è importante dire, quando siamo in presenza di un bug e riceviamo una mail sul malfunzionamento della piattaforma, normalmente risolviamo il problema entro le 12 ore seguenti. Tutti rimangono stupiti dall’assistenza tecnica che per questo tipo di problema è indispensabile, e che permette di risolvere il bug 2 o 3 ore dopo la notifica. Dunque reputo che questa capacità di rispondere rapidamente sia allo stesso tempo il punto di forza e di debolezza: perché se non si è rapidi si rischia di tralasciare i piccoli bug.”

 

 

6. Dario è vero che vi hanno dato un soprannome a Bruxelles?

“È vero! L’operazione di salvataggio richiesta dall’unità di SQDM, è stata chiamata “Operazione Dunkerque”; è un aneddoto simpatico da raccontare e fa riferimento alla Seconda guerra mondiale, quando, nel corso dell’operazione Dunkerque, le truppe inglesi e francesi erano bloccate su una spiaggia della Normandia. Mentre l’esercito tedesco tentava di annientarle e l’aviazione le bombardava, le grandi navi militari inglesi cercavano di recuperare le truppe rimaste bloccate sulla spiaggia della Normandia per portarle in Inghilterra, me queste erano difficili da raggiungere e pertanto furono le piccole navi dei pescatori a trasportare le truppe inglesi e francesi verso l’Inghilterra.
L’Operazione Dunkerque quindi fa riferimento a un’operazione di salvataggio: poiché abbiamo salvato il result reporting dell’anno 2017, ma fa anche riferimento al suo utilizzo, alla capacità delle piccole società, che sono molto più flessibili e molto più agili rispetto alle grandi società che necessitano di 6 mesi per fare un’analisi e di un anno per svilupparla e, quando tutto è pronto, è probabile che i bisogni siano diversi e il sistema non serva a niente.
Dunque è così che siamo diventati “Quelli di Dunkerque ed è un bene perché nel 2018 abbiamo ricevuto una nuova telefonata da parte dell’Unione Europea che ci chiedeva se fossimo pronti per l’operazione Dunkerque 2!
Ormai questo soprannome è talmente entrato a far parte dello spirito e nella mente delle persone che, ad oggi in Europa, noi siamo «quelli di Dunkerque».”

 

 

Leggi il nostro CASE-STUDY su Dunkerque:
Dunkerque: storia di un salvataggio disperato. Quando un soprannome diventa un vanto!

 

Leggi il nostro FUMETTO dedicato a Dunkerque:
VITA DA UFFICIO: Dunkerque

 

QUI il nostro TRAILER dedicato a Dunkerque:

 

 

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[5 DOMANDE + 1] è un format di video-interviste che evidenziano alcuni CASI DI STUDIO della nostra azienda. Sono sicuramente dei casi di studio dedicati al mondo B2B, dove mostriamo, oltre ai benefici delle nostre soluzioni e del nostro metodo di lavoro, anche "il fattore umano" che è dietro i nostri progetti, le relazioni che si instaurano con i nostri clienti, con i fornitori e i partner. Buon ascolto!

 

 

 

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